Piacentini Piano Regolatore Sanremo 1933

Queste immagini particolari, non sono foto raffiguranti persone, fatti o paesaggi, ma disegni. Sono stati realizzati da un famoso architetto e urbanista italiano del primo dopoguerra, Marcello Piacentini, autore di numerosi interventi urbanistici in diverse località italiane, utilizzando uno stile originale, anche se fortemente influenzato dall’epoca mussoliniana, in particolare dalla ricerca della monumentalità.

Dopo i primi successi giovanili, Piacentini ha operato anche nella nostra regione contribuendo alla realizzazione di ville e abitazioni private ed alla definizione dei piani regolatori di importanti città, fra cui Genova, Portofino e Sanremo. Le tavole riprodotte e conservate nell’Archivio Moreschi illustrano alcune delle idee guida da lui proposte nel 1933 per la città dei fiori, seguendo i principi dell’architettura razionalista italiana. Il tutto con la premessa dello spostamento della linea ferroviaria, oggi fortunatamente realizzato, e con l’agevolazione per Sanremo di essere. Opera del regime, e quindi autorizzata ad ottenere un rapido riassetto urbanistico. Nei disegni trovano applicazione le idee dell’architetto, che lascia in centro solamente manufatti con funzioni commerciali e amministrative, indicando in un nuovo palazzo da costruire in piazza Colombo la sede dell’amministrazione comunale (disegno n.1); attua un diradamento delle strade per esaltare gli edifici più importanti (dis. n.2); prospetta  una città con la previsione di poche auto, parcheggi decentrati e grandi spazi pedonali(dis. n.3);  ipotizza un imbarcadero da realizzare davanti al Casinò per consentire l’accesso diretto dal mare(dis. n.4); propone lo sventramento brutale di una parte della Pigna con l’obiettivo di una sua valorizzazione mediante due scalinate di collegamento con la Madonna della Costa(dis. n.5); tenta uno sviluppo della città a macchia d’olio, prevedendone un attraversamento pedonale  da nord a sud intrecciato a due strade pedonali lungo l’attuale corso Imperatrice. (dis. n.6); propone infine una nuova sede per il mercato annonario (dis. n.7) e la ristrutturazione del mercato dei fiori(dis. n.8).  Appaiono idee fuori dal tempo ed in parte non più realizzabili, ma da cui emergono aspetti ancora interessanti, se, ancora nella recente campagna elettorale, nel programma di un candidato sindaco si è fatto esplicito riferimento a parti della sua proposta. Sono tavole architettoniche che comunque testimoniano un livello del dibattito decisamente superiore all’attuale, da cui si è defilato Renzo Piano e nel quale, fortunatamente, non si è proposto Fuskas con le sue torri. Ma i disegni di Piacentini portano con sè anche un alone di mistero: pare sia stato commissionato da Agosti e che successivamente Guidi ne abbia applicati solo la parte ritenuta realizzabile, e cioè gli sventramenti di Corso imperatrice e via Nino Bixio, la creazione della spianata accanto a Santa Tecla che, nelle intenzioni di Piacentini rappresentava la partenza del cannocchiale panoramico collegato allo sventramento della Pigna per arrivare fino al santuario della Madonna della Costa.

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