Pierbusseti Luigi gestore Casinò

La Gestione Pierbusseti è stata contrassegnata, ma non è mai stata una novità per la nostra Casa da gioco, da molte polemiche e contestazioni: il personale organizzò il primo sciopero della storia; il Comune addebitò più volte gravi inadempienze; la stampa cittadina polemizzo in molte occasioni. Ma, tutto sommato, basta la sua ultima impresa, il Festival della Canzone italiana, per far giudicare il suo bilancio in attivo. Fra i tanti esperimenti escogitati per risollevare le sorti della Società, Pierbusseti approfittò anche della presenza a Sanremo di Re Farouk d’Egitto, ritornato a fine giugno del 1951 per la seconda volta nella nostra città. Ogni sera con i suoi sette gorilla raggiungeva i tavoli verdi del privè; questa fu l’occasione per avviare trattative con il Monarca egiziano con oggetto l’apertura di sale da gioco in Egitto. Fu inviato persino al Cairo uno dei dirigenti di allora, Renato Barberio, il quale visitò le varie sontuose residenze reali per scegliere le più adatte allo scopo. Il giorno 24 Luglio del 1952 lo stesso Pierbusseti fu convocato in Egitto per siglare l’intesa ufficiale, interrotta improvvisamente, e per sempre, dal colpo di stato dei colonnelli. Al gestore non restò che tornare a Roma dove “morì improvvisamente” (le virgolette appartengono alle cronache dell’epoca) lasciando in eredità ai soci 475 milioni di debiti.