DAPPORTO CARLO e MASSIMO Attori

Carlo Dapporto, sanremese di nascita, è emigrato da Sanremo nei primi anni trenta verso Milano per intraprendere l’importante carriera iniziata con il suo debutto nel teatro di rivista.                     In pochi forse conoscono quale sia stato il suo primo vero esordio in pubblico e quale sia stata la sua prima ed affezionata platea. Una foto scovata nell’archivio Moreschi, scattata da un ignoto fotografo negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, ci mostra la parte bassa di Corso Umberto (l’attuale Corso Mombello), allora completamente praticabile anche all’interno dell’aiuola centrale.     Verso le tre del pomeriggio un ‘folto pubblico’ si radunava nei pressi delle panchine sotto l’occhio vigile delle tate, scendendo dalle abitazioni circostanti e con la certezza di partecipare a due ‘avvenimenti’ ormai rituali.                                E’ Alfredo Moreschi a raccontarmeli entrambi: il primo era l’arrivo di sua mamma, Anna, con un cestino pieno di fette delle prelibate torte preparate dal nonno Alfredo Ronchi per i clienti del suo ristorante (occupava l’angolo occupato dalla Pellicceria Calvini). Il secondo evento era la comparsa di Carletto Dapporto che era solito improvvisare happening, imitazioni e sketch che proseguivano sino al momento di andare tutti all’improvvisato buffet. Quel gruppo affiatato di coetanei, ragazzini e ragazzine, sono stati la sua prima ed entusiasta platea. Infatti, nei primi anni di vita il Carletto nazionale abitava con la famiglia nell’ultimo palazzo a destra in fondo a Corso Umberto, prima della spianata di Pian di nave, occupata allora dagli hangar degli idrovolanti e dai cantieri navali di supporto ai numerosi velieri che affollavano il porto di Sanremo. Ma anche dopo aver ottenuto il successo nei celebrati teatri del paese con le sue diverse compagnie di Rivista, Dapporto mantenne un piccolo, ma altrettanto importante palcoscenico personale in città: il Bar Venezuela di Via Vittorio (attuale Banca Intesa San Paolo) dove assieme all’amico Ciccio Saccone trascorreva le spensierate ore di vacanza ogni volta che ritornava nella sua città natale. Qui lo raggiungevano i compagni dell’infanzia, divenuti ormai adulti ed affermati cittadini, che si ritrovavano per rinnovare la magica atmosfera della prima giovinezza. Il suo legame con Sanremo non si è mai allentato e lo perseguitava anche quando si esibiva lontano dalla città. In genere scattava nel corso dello spettacolo quando, assieme agli immancabili applausi degli spettatori, si udiva improvvisamente una voce gridare ‘bravo luffia’.  Dapporto si fermava e spiegava agli stupefatti spettatori che in sala doveva esserci un suo concittadino sanremasco, al quale dava in diretta l’appuntamento al termine dello show. Le foto di questa “galleria Dapporto” testimoniano il suo grande amore per Sanremo; sono una selezione, delle sue presenze ufficiali e dei suoi momenti di svago sanremesi: Ospite d’onore al Roof con Van Wood, allora famosissimo; all’Imperatrice alla partenza di una gara di sci nautico assieme al vice presidente della Confindustria Walter Mandelli ed altri partecipanti alle gare. La scuola era gestita da Hans Nobl, famoso sciatore d’anteguerra; in carrettino al Casinò prima di un matineè della sua compagnia; al teatro del giardino d’inverno con una troupe mentre gira un carosello nei panni di Agostino, una delle maschere più riuscite; con il figlio Massimo, che compie i 10 anni, la moglie, la mamma, il fratello e la sorella nella loro abitazione di Corso Cavallotti; con Gilberto Govi e la famiglia a Monte Bignone dove il comico genovese aveva una villetta; assieme alla moglie ed al figlio Massimo; all’Azienda autonoma con il Presidente Massobrio mentre firma l’Albo degli amici di Sanremo; al maneggio di Borgo Tinasso mentre scherza con una doppietta e posa davanti all’Hosteria; con il tenore Di Stefano a Capo Nero: mentre posa con Mina.

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