FILM Mia figlia Joy Edward J. Robinson

Nel  1951, a Villa Donegani, fra la Madonna della ruota e Capo Ampelio, il regista di drammoni a forti tinte Gregory Ratoff diresse la giovane Peggy Cummings, il play boy dagli occhi azzurri Richard Greene e la maschera per eccellenza dei thriller di Hollivvood  Edward G. Robinson in una vicenda dai risvolti sconvolgenti. Mia figlia Joy, il film in questione era una produzione inglese London film che racconta la storia di un  selfmademan miliardario, il quale stravede per la figlia che vorrebbe far sposare a un nobile orientale, mentre lei ama perdutamente un giornalista.   La rivelazione che la ragazza è il frutto d’un adulterio della moglie lo farà impazzire. Il film inaugura una lunga serie di film prodotti nell’Italia di allora da americani ed inglesi che sfruttavano due fatti molto favorevoli; la bravura a basso costo di maestranze e personale italiano e le grandi riserve monetarie accumulate nel nostro paese dalle royalty delle migliaia di film esteri che finalmente potevano apparire sui nostri schermi. Nelle foto, riprese durante la lavorazione, appare anche Roberto Villa,un famoso divo del cinema italiano d’anteguerra, quello dei famosi “telefoni bianchi”.

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