CINEMA e Film a SANREMO: La Famiglia BAVA

     Questo incipit tratto dalle pagine che Renato Venturelli, critico cinematografico di REPUBBLICA, ha pubblicato nel Catalogo della mostra SANREMO E L’EUROPA, tenutasi nell’Agosto del 1919 nel Forte di Santa Tecla, compendia egregiamente le vicende del neonato media chiamato cinema Italiano e descrive i primi passi di alcuni artefici  d’antan  che, proprio da Sanremo,  contribuirono a costruirne l’indiscussa fama a livello mondiale. 

Sanremo, primi anni del Novecento: «tra il 1906 e il 1910».

Cartolina edita dalla Sanremofilm, Casa di   

  produzione Cinematografica della Famiglia

Bava nella Città di Sanremo. negli anni 20.

I giovane Eugenio Bava e il padre scultore vengono svegliati una notte da una troupe francese the sta girando un film nei dintorni e ha urgente bisogno di un caminetto per una scena.  I due vi lavorano fino al mattino e l’indomani Eugenio va a consegnare l’oggetto sul set.   Vedendo i cineasti all’opera, rimane immediatamente conquistato dal cinema e da quel momento decide di volervisi dedicare: comincia così una carriera che negli anni successivi lo porta a fondare insieme agli amici la San Remo Film, a lavorare nella Torino del kolossal Cabiria e a trasferirsi infine a Roma, dove diventa direttore del reparto animazione e trucchi dell’Istituto Luce.  Il sanremese Eugenio Bava sarà uno dei grandi tecnici del cinema italiano, particolarmente famoso per l’inventiva artigianale con cui sapeva creare effetti speciali con pochi mezzi.

Suo figlio Mario (nato a Sanremo nel 1914) sarà a sua volta un grande direttore della fotografia e uno dei registi italiani di culto in tutto il mondo, l‘autore di La maschera del demonio, Operazione paura, Reazione a catena.    “Mio padre, cravatta e fiocco da rivoluzionario, basco alla Raffaello, era un artista. Prototipo dell’artista bohemien.  Era pittore, scultore, fotografo, chimico, elettricista, medium, inventore. Perse anni a studiare il moto perpetuo”- dirà Mario su papà Eugenio in una celebre risposta a un questionario. E l’episodio d’inizio Novecento con la troupe francese, qui riportato come lo ha raccontò il nipote Lamberto Bava, é espansione del clima della Sanremo di inizio secolo, quasi travolta dall’improvvisa espansione del Cinema. Le potenzialità sono notevoli: Sanremo é una località internazionale, ha la luce e il sole che sono così preziosi per i cineasti dell’epoca, si trova a pochi chilometri dal confine con la Francia e può, quindi, attirare le attivissime case di produzione d’oltralpe ed è per di più facilmente raggiungibile da Torino, che é in quegli anni capitale del cinema italiano. La febbre del cinema che in una sola giornata conquista Eugenio Bava é però solo una delle diverse direzioni in cui il cinematografo si afferma a Sanremo nel decennio che precede la Prima guerra mondiale.   Un altro aspetto fondamentale riguarda l’esercizio.   Siamo infatti nel periodo in cui le proiezioni cominciano a non essere più un’attrazione occasionale, legate a impresari e ambulanti che si spostano da una località all’altra, in quanto il cinema sta ormai stanzializzandosi, nel suo tentativo di attirare un pubblico borghese e di uscire dalla logica delle origini.

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 Stand dei Soci della Sanremofilm, della Famiglia Bava, ad una festa dei fiori di Sanremo del primo dopoguerra. Al centro della foto Eugenio Bava è seduto accanto al figlio Mario. L’uomo in piedi a destra  Bastianello, uno degli inventori della Milano Sanremo. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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