Agosti ing. Pietro Podestà

Il Podestà Agosti a bordo di un idrovolante della SITAR che collegava Sanremo agli idroscali dell’Alta Italia negli anni 30 del novecento.

  Pietro Agosti (nato a Bordighera nel 1873 – Roma 29 aprile 1930),ingegnere italiano, è una delle figure più importanti del rinnovamento urbanistico   ed edilizio di Sanremo. Fa parte di quella schiera di grandi professionisti di fine Ottocento che, mossi anche da idealismo illuministico, decise di scendere in campo non solo con la propria professione anche nella vita amministrativa, nella continua tensione al  miglioramento e abbellimento della cittadina rivierasca. Proprio questo grande impegno lo portò, con tutta    probabilità, a generare invidie e sospetti negli ambienti politici, che sono poi alla base della sua tragica scomparsa. Sanremo gli deve moltissimo.                    Suo padre Giuseppe, nativo di Alessandria, fu trasferito come dipendente delle ferrovie a Bordighera, dove sposò Caterina Amoretti e dove nacque il loro figlio Pietro, nella cittadina delle palme vicina a Sanremo. Successivamente la famiglia si trasferì a Ospedaletti quando il padre Giuseppe venne promosso come capostazione. Grazie alla sua tempra, riuscì da solo a crearsi una carriera professionale di altissimo profilo. Si laureò nel 1896 in ingegneria civile che, nel suo peculiarissimo caso, comprendeva anche importanti competenze e conoscenze stilistiche e artistiche, indispensabili in una progettazione completa e aggiornata che tenga conto anche del senso estetico, messe subito in campo dall’Agosti sin dall’inizio della sua attività. Da subito collaborò alla ricostruzione della Chiesa di Bussana  Nuova, ma fu proprio l’Hotel de Paris la  sua prima opera realizzata a Sanremo.  E le sue qualità furono immediatamente chiare a tutti. L’Hotel de Paris fu difatti mirabilmente inserito in quella porzione di territorio, tra le più belle a Sanremo, con un attento studio sul colore e la decorazione della facciata, perfetta nella sua ritmica armonia. Nel 1899 progettò il vicino Hotel Savoy, ispirandosi ai modelli della Costa Azzurra e tenendo presente gli insegnamenti dell’architetto Pio Soli, altra gloria sanremese che rappresentava però un tipo di architettura eclettica di stampo neorinascimentale.

 Gli scavi di Villa Matuta voluti da Agosti.

 Nel 1902 disegnò Palazzo Asquasciati e lavorò alla ristrutturazione di Villa Gandolfi, ancora una volta curando ogni minimo dettaglio. La committenza su Sanremo non poteva che diventare internazionale, cosa che avvenne con i lavori al Castello Devachan (1905-1909), progettato per la  contessa di Mexbourough Silvia Clark, in cui introdusse il bugnato tipico delle architetture inglesi. La sua attività fu instancabile e in quegli anni realizzò anche Villa Ines e Villa Sunnybank (1905), l’Hotel Mèditerranee (1906), per poi dedicarsi nel 1912 alla celebre Chiesa Russa, dove lasciò andare la fantasia nella realizzazione delle forme, delle decorazioni e delle cromie nelle cupole dell’edificio. É in questo periodo che Agosti iniziò anche a  partecipare alla vita pubblica e amministrativa, con il ruolo di consigliere comunale dal 1908 al 1913.  Appassionato a tutto tondo del territorio e della storia locale, grazie ad Agosti possediamo i primi rilievi planimetrici  eseguiti nel 1925 dei ruderi romani della antica città, Villa Matutia, e le prime fotografie, la  più antica documentazione di questo sito archeologico importantissimo per la storia di Sanremo. Al 1928 risalgono gli esterni del Cinema Centrale con tipiche decorazioni Decò.   Anche la vita politica subì una accelerazione in avanti: dal 1927 al 1930 Agosti divenne podestà, continuando a lavorare alacremente per il rinnovamento della città, in tutti i campi di applicazione, andando a toccare ogni argomento: dalla riorganizzazione del corpo dei Vigili al controllo delle norme sugli affitti, fino alla basilare opera di mediazione per ottenere con decreto del 22 dicembre 1927 l’istituzione del Regio  Casinò di Sanremo con la definitiva legalizzazione del gioco di azzardo. Nel quadro generale della promozione turistica dell’Italia, il governo propose di chiamare il litorale di Sanremo “La costa fiorita”, mentre alla fine venne accolta la proposta di Agosti che battezzò quella zona con il nome, molto affascinante e di grande impatto, “Riviera di Ponente”. Sempre per sostenere il turismo, durante la sua amministrazione il Podestà sostenne la sfilata dei Carri fioriti – manifestazione nata nel 1904 come Festa della dea Flora – che continua a essere un appuntamento tradizionale per la Sanremo attuale, e promosse la realizzazione di diversi impianti sportivi e altre opere pubbliche, come per esempio la funivia (costruita dopo la sua morte) e il progetto per il nuovo ospedale.

Nella sua veste ufficiale di Podestà, Agosti partecipò anche alla cerimonia in cui Alfredo Viglieri, il telegrafista della sfortunata spedizione di Nobile al Polo Nord, nel giorno in cui venne a Bussana per compiere il voto acceso dalla madre nel periodo in cui si trovava nella tenda rossa assieme ai compagni, in attesa della salvezza.  La visione lungimirante del bene pubblico lo portò a realizzare l’acquisto da parte del Comune di Villa Ormond, con i giardini annessi destinati a parco pubblico, un atto che è anticipatore delle più   aggiornate strategie di valorizzazione pubblica di edifici importanti e patrimonio verde; grazie a lui, dunque, ancora oggi l’attuale amministrazione possiede una splendida sede, fulgido esempio dell’epopea    sanremese del turismo. Qui curò personalmente   la progettazione della fontana inserita nei giardini. Con le sue qualità, politiche e professionali, con il suo impegno e il multiforme ingegno, Agosti fu colpito da voci maligne a lui indirizzate che all’epoca parlavano di corruzione, rendendo pubblici presunti aspetti della sua vita privata. Tale fu la sofferenza da farlo partire per Roma per far mettere a tacere ogni diceria e conferire direttamente con il Duce, che tuttavia rifiutò l’incontro. Le cronache di quel giorno, il 29 aprile 1930, raccontano della vana attesa di un incontro per niente risolutivo con un sottosegretario agli interni: la delusione e l’amarezza lo portarono a suicidarsi il giorno successivo nelle Catacombe di San Callisto, con un colpo di rivoltella alla tempia, dopo aver scritto una lettera al fratello. Fu un atto che destò enorme impressione a Sanremo. Seguendo le sue ultime disposizioni il feretro venne esposto anziché in Comune nella sala d’attesa di prima classe della stazione ferroviaria di Sanremo; a seguire ci furono solenni onoranze funebri, con tutte le gerarchie civili e religiose della città, e il corteo nelle principali vie cittadine. Quelle accuse, pubbliche e private, si rivelarono in seguito infondate, ma anche questo è un film già visto in tutte le epoche, anche nella nostra. Pietro Agosti riposa oggi nel cimitero di Ospedaletti. Resta la sua capacità di aver inciso fortemente sul territorio da lui amato, di essere riuscito a rendere Sanremo più bella e più vicina all’ideale di bellezza che solo un creativo come lui, con l’animo di un grande ingegnere e di lungimirante gestore della cosa pubblica, poteva cullare  nel cuore.

 

 

 

 

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