IGNACIO MANUEL ALTAMIRANO

La statua eretta dal Governo Messicano a Sanremo nel Parco di Villa Ormond.  Alla fine del 1800, Ignacio Altamirano soggiornò a Sanremo dove morì il 13 febbraio 1893.

Ignacio Manuel ALTAMIRANO, nacque il 12 dicembre del 1834 in Tixtla (Messico). Indiano di razza pura, parlò la lingua azteca fino a 14 anni. Avendo vinto un concorso, fece gli studî superiori a Toluca.   In seguito viaggiò, insegnando di paese in paese, e in uno di questi ottenne che fosse rappresentato un suo saggio drammatico Morelos en Cuautla.   A Messico studiò filosofia, letteratura, storia e diritto, ma interruppe la sua carriera, come l’insegnamento del latino, per combattere in favore dei liberali prima, e poi della Riforma, ora con la penna, ora con la spada, durante le terribili guerre che ebbero come risultato la riorganizzazione del paese. Eletto deputato nel 1861, fu chiamato il Danton messicano.    Fondò la migliore rivista letteraria che abbia avuto Messico dal titolo El Renacimiento.   

Alla venuta dell’imperatore Massimiliano d’Austria, tornò a combattere l’intervento straniero e l’impero, pronunciando discorsi, scrivendo ispirate poesie e pubblicando giornali. In qualità di comandante militare prese Cuernavaca e assisté all’assedio di Queretaro, quando Massimiliano fu fatto prigioniero.     Ritiratosi dall’esercito dopo il trionfo della repubblica, occupò altissime cariche, e meritò il nome di maestro delle generazioni che gli succedettero, alle quali trasmise la sua devozione per gli Aztechi e per gli emancipatori e, insieme col suo amore alla libertà e alla patria, il suo desiderio di dotare il Messico di una letteratura nazionale, in relazione con le letterature sorelle dell’America del Sud.      Nominato nel 1889 console in Ispagna, e poi a Parigi, venne in Italia nel 1891 e morì a San Remo nel 1893.  Le foto documentano la cerimonia  della posa della statua commemorativa di questo importante personaggio nel giardino di Villa Ormond a Sanremo, avvenuta nel 1960, e voluta dal Governo Messicano.

Le sue opere più importanti, ispirate tutte da soggetti messicani, sono: Rimas, poesie liriche e descrittive (4ª ediz. 1885), e i romanzi: Clemencia (1869); La Natividad en las montañas (1880) e El Zarco (1889). Cenni autobiografici si leggono nei Pausajes y Leyendas (1884 e 1885), nelle Cartas sentimentale, Rivistas literaria (1868 e 1889) e nella raccolta dei suoi discorsi (Parigi 1892). Ne scrisse la vita Luigi Gonzales Obregón (Messico 1899).

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